Made in Italy

“Intrecci da capogiro” la storia di una tradizione di spessore che si tramanda nel tempo.

“Intrecci da capogiro” la storia di una tradizione di spessore che si tramanda nel tempo. L’intreccio della paglia, una tecnica antica che si riscopre sempre più preziosa nelle collezioni di Catarzi, grazie alla capacità di mantenere invariate le tradizioni e anzi di arricchirle di linfa nuova nel passaggio generazionale. Abbiamo chiesto a Stefania Nistri di svelarci il segreto di questo successo.

La storia di Catarzi come per molte aziende italiane parte dalle specificità del territorio e dalla intraprendenza di un giovane e determinato operaio divenuto poi imprenditore. Ci racconta un aneddoto relativo al vs fondatore?

Sì, siamo giunti alla quarta generazione e, se ci guardiamo indietro, siamo molto orgogliosi di rappresentare una stirpe che tramanda nel tempo la nostra tradizione dal 1910.

Olderico, questo il nome del fondatore e bisnonno di mio marito, attuale titolare dell’azienda, lavorava personalmente la paglia, aiutato dalle sue tre sorelle esperte trecciaiole. Si agguagliava la paglia e la si divideva in menate per poi distribuirle alle lavoranti per fare l’intreccio. Nelle colline intorno a Firenze questo lavoro veniva svolto da centinaia di persone perché la tecnica dell’intreccio serviva per tantissimi utilizzi.

 La crisi economica degli anni 30, mise in difficoltà Olderico che, avendo già una famiglia da mantenere, si vide costretto ad andare a lavorare presso un laboratorio più grande nella Ditta Lombardini, dove trovò occupazione come fattorino ma non appena le condizioni lo permisero ritornò a dedicare tutto il tempo alla sua impresa a cui diede il nome di suo figlio, Filippo, come se volesse subito impostare per l’azienda una strada per il futuro, che in effetti ha proseguito e prosegue tutt’ora.

 Olderico era una persona semplice che dal nulla costruì nel tempo un’impresa grandiosa. Per celebrare il centenario dell’azienda Filippo Catarzi, fondata nel 1910, abbiamo raccolto in un libro, dal titolo “intrecci da capogiro”, tutte le storie delle famiglie passate da questa tradizione, intrecciate tra loro indissolubilmente. Ciò che accomuna tutte le generazioni passate e presenti è infatti quella di vivere in simbiosi con la fabbrica e questa grande passione non solo guida le nostre scelte ma è uno stimolo per tutti.

 Negli anni l'azienda Catarzi ha raggiunto un livello di raffinatezza e qualità artigianale ineguagliabili, quali sono stati gli elementi decisivi per questa trasformazione?

Se ripenso all’ultimo ventennio vissuto più da vicino, i nostri punti di forza sono, la ricerca la passione, e la curiosità. In particolare la ricerca rappresenta un investimento costante, del nuovo, il volere contaminare intrecci antichi con materiali moderni. La tecnica dell’intreccio è un lavoro che si è praticamente estinto ma non per noi, che non solo continuiamo a fondare la produzione su questa antica artigianalità ma ci siamo addirittura evoluti nell’impiegarla anche per intrecciare altri materiali diversi dalla paglia. La utilizziamo per tutti i nostri prodotti, per i cappelli ma anche per le borse, che produciamo con la tecnica della vecchia cesteria, utilizzando uncinetto e crochet, per creare alcuni tipi di borse, diventate prodotti esclusivi, punte di diamante della nostra collezione.

 Il vostro laboratorio produce per i più prestigiosi brands di grandi aziende multinazionali. Come ci si sente a vedere i vostri prodotti avere successo nel mondo con il marchio di altri?

Per noi è solo motivo di orgoglio e stimolo di fare sempre meglio. Il nostro operato ha sempre un solo obiettivo, quello di arrivare a produrre un oggetto unico e inimitabile. Il marchio non è importante quanto la nostra soddisfazione. Il forte desiderio di fare bene e di rendere unico un prodotto, di raccogliere apprezzamenti e di conquistare il consumatore che indossa la nostra qualità, per noi è motivo di orgoglio.

Mettiamo volentieri a disposizione il nostro know-how e se le griffe più affermate della moda ci cercano vuol dire che siamo stati capaci di trasmettere bene i nostri valori.

 Invece il vostro brand Catarzi porta con se il carico di una storia territoriale e familiare tutta italiana, quanto è di ispirazione per la creazione delle vostre collezioni?

Tradizione è una parola che ritorna tanto e di sovente. La nostra filosofia si basa sempre sul costante dialogo tra passato e presente. Tecniche antiche tramandate, tradizioni culturali, l’arte, la moda, il bello. Il nostro territorio è tutto questo e incontra la sensibilità del consumatore che rimane affascinato da questi elementi che si esprimono anche attraverso la moda. Dolce&Gabbana ha sfilato in pieno Covid a Firenze dedicando la sua collezione alle eccellenze artigiane territoriali, creazioni che coniugano ispirazione ed estro. Abbiamo la sensibilità che ci fa riconoscere il bello e l’eccellenza di un certo tipo di prodotto.

Una vostra borsa semplice e chic, rievoca gli "antichi" cestini che proteggono e mantengono caldo il pane appena sfornato. Cosa significa prendere ispirazione da tradizioni e prodotti popolari per renderli poi accessori moda, cosa significa per lei e per l’azienda?

Alla base c’è sempre un grande rispetto delle nostre origini, dei valori che hanno caratterizzato la famiglia. Rendere speciale il quotidiano, dare nuova vita trasformando gli oggetti che si utilizzavano un tempo in accessori eccezionali. Osserviamo costantemente il quotidiano, ponendo attenzione al nostro vissuto e rendendolo attuale con l’obiettivo di rivalorizzare con nuovo stile. Dedichiamo grande sforzo alla ricerca del tessuto che riveste il nostro cestino, pregiatissimo lino francese, quello che veniva esportato in tutto il mondo e si utilizzava per contenere le sementi.

Nessun cesto è uguale all’altro anzi le differenze rappresentano una caratteristica.

Le prossime collezioni seguiranno tutte questa tendenza, resta centrale l’uso della paglia ma stiamo valutando di ampliarne l’utilizzo anche con altre applicazioni in altri settori.

Molto spesso la creatività arriva dall'alto, da designer originali e preparati. Nel vostro caso sembra che l'originalità, le idee e la capacità di realizzarle sono frutto di un lavoro di squadra, dove magari le vostre operaie mettono a frutto l'esperienza ultradecennale per raggiungere una nuova originalità. Ci racconta il processo creativo che da vita alle vostre collezioni?

Assolutamente da sottolineare, la nostra grande forza è la produzione interna. Fondamentale. Favorisce creatività e sperimentazione continua, qui nasce il prodotto qui si sperimenta. Un forte abbraccio tra creazione e produzione sprigiona la magia che ci contraddistingue. Un lungo percorso che da vita a mood board di ispirazione per le nostre collezioni. Il lavoro di squadra con i maestri artigiani interni è indispensabile per sperimentare e valorizzare tutte le tecniche fatte a mano. Siamo starti riconosciuti Maestri Artigiani dalla Camera di Commercio di Firenze e questo ci da la possibilità di tramandare e di mettere la nostra esperienza al servizio di scuole specializzate per la formazione degli stilisti di domani e non è detto che non si faccia. Oggi nessuno conosce le tecniche antiche e contribuire alla formazione delle generazioni future è uno stimolo non indifferente. 

Perché i giovani Italiani dovrebbero riavvicinarsi alla manualità artigianale che hanno reso la manifattura italiana brillare nel mondo?

Il “fatto a mano” è un valore aggiunto e tutti dovremmo preservarlo come emblema e fulcro di una tradizione che mette d’accordo passato e presente. La riscoperta delle origini. Una delle cose che si dovrebbe valorizzare proprio a livello di educazione civica è il “fatto a mano”, i giovani italiani possono favorire la rinascita della nostra artigianalità. La nostra storia è fatta di manualità ma anche di ingegno. Una cosa fatta a mano con il sudore e la pazienza ha valore, trasmette il senso del sacrificio, lottare per ottenere qualcosa. Ore e ore di lavoro per arrivare ad una creazione eccellente. Chi compra il “fatto a mano” compra passione, sacrificio e valore.

Perché una donna dovrebbe scegliere una borsa Catarzi?

Difficile dirlo quindi rispondo con il cuore. Una donna si merita un prodotto unico, tradizionale ma attuale e moderno, attento alla donna in continua evoluzione. Cerchiamo di abbinare stile e funzionalità. La particolarità della lavorazione con la durata e l’uso quotidiano. Le donne stanno riapprezzando i prodotti durevoli nel tempo, sono moderne ma anche attente alla funzionalità e vogliono indossare un tesoro “fatto a mano” che contenga un mix di elementi legati tra di loro dalla passione.

Perché gli italiani dovrebbero comprare made in Italy.

Perché oggi è importante, non solo farebbe bene alla nostra economia ma contribuirebbe a creare e consolidare l’orgoglio di essere italiani, per senso di appartenenza. È il momento della sensibilità verso quello che è il bello, l’arte e la cultura. Riscoprire le origini e l’amore verso la tradizione, fa parte del nostro DNA.

Cosa ne pensa del progetto labishop, di un negozio online dedicato ai soli laboratori di eccellenza Italiani, una rete di proposte che si pongono in alternativa ai grandi brand delle multinazionali.

Labishop! siamo molto orgogliosi di farne parte. Finalmente un progetto dedicato al vero made in Italy che da la possibilità di avere una visibilità difficilmente raggiungibile. Un’iniziativa preziosa che mette in mostra quella capacità creativa che sa diventare innovazione e risorsa. Riunisce piccole eccellenze italiane che non avrebbero altrimenti possibilità di avere una voce.

 Aprile 2021 - Intervista rilasciata a Laboratori Italiani per la rubrica Storie Made in Italy.

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